Gandolfino da Roreto

Gandolfino da Roreto fisse in Asti tra la fine del XV e i primi decenni del XVI secolo. Le tradizioni artistiche e la cittadinanza astense da parte della sua famiglia esistevano già da un secolo: si ha notizia, infatti, di un certo Giovanni da Roreto che nel 1462 doveva ricevere il compenso per la costruzione e la pittura di una "Maestà in legno". La prima opera nota di Gandolfino è il polittico della pinacoteca di Torino: il dipinto proviene dalla chiesa di S. Francesco in Alba, dove verso la fine del XVIII secolo si trovava nella cappella dei signori Falletti. Troviamo nella prima sua opera gli elementi caratterizzanti della pittura del Piemonte occidentale, che la collegano, da una parte, alla Francia meridionale e, dall'altra, alla Lombardia. Successiva è la "Madonna della colomba", nella chiesa di Santa Maria Nuova in Asti, datata 1496: questo quadro è un documento di religiosità medievale, in quanto fu commissionato dai fedeli e pagato con le loro offerte. Nella parte centrale si nota Maria in trono tra S. Margherita, S. Eulalia, S. Agostino e S. Secondo, che presenta una colomba al Bambino Gesù. Nella lunetta sovrastante è rappresentato il Cristo risorgente. La cornice è risalente al XV secolo. Nella Cattedrale di Asti ammiriamo "Lo Sposalizio della Vergine" databile ai primi anni del '500, che gli fu commissionato dai banchieri Alfieri. Sempre in Cattedrale, nella cappella di S. Filippo Neri troviamo il polittico "Genealogia della Vergine": in esso possiamo notare la costruzione degli interni, con pavimento a piastrelle, volta a botte, soffitto a cassettoni. Altra pala in Duomo è "La Madonna del Banchiere" (1516): il banchiere è un certo Oberto Solaro, committente del dipinto e ritratto inginocchiato. Nell'antisacrestia del Duomo troviamo una "Deposizione", in cui il paesaggio fa da protagonista. In S. Secondo in Asti possiamo ammirare "L'Adorazione dei Magi". Altra opera è "L'Adorazione del Bambino", collocata nel refettorio del seminario, del I decennio del secolo XVI. La produzione astese di Gandolfino si conclude probabilmente con la "Natività", custodita in S. Maria Nuova. Altre sue opere sono il polittico dipinto per la chiesa di S. Pietro in Savigliano (1510), in cui è raffigurata la Venere in trono con il Bambino, fra gli angeli che suonano e cantano; sopra il riquadro centrale c'è una piccola Annunciazione , nei riquadri laterali figure di santi; in cima una Pietà. Nel museo civico di Torino esiste un suo grande polittico che raffigura nel riquadro centrale l' Assunta, nei riquadri minori figure di santi. Alla pinacoteca di Torino, invece, c'è una tavola raffigurante la "Madonna in Trono fra Angeli". La data di morte di Gandolfino non è certa: possiamo concludere che egli ebbe un carattere di pittore mite, piacevole coloritore, per cui si distinse fra i pittori piemontesi del suo tempo.

"Adorazione dei Magi"